La prima legge italiana sull’intelligenza artificiale: la Legge n. 132/2025.

Legge italiana intelligenza artificiale

Il 17 settembre 2025 il Senato ha approvato in via definitiva la legge n. 132/2025, Disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale. Si tratta della prima legge nazionale in Europa interamente dedicata all’intelligenza artificiale (entrata in vigore il 10.10.2025), un passo che colloca l’Italia all’avanguardia nel panorama normativo internazionale.

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La legge sull’intelligenza artificiale non sostituisce il Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale (AI Act) e non introduce nuovi obblighi, ma lo affianca, integrandolo con disposizioni pensate per il contesto italiano.

L’obiettivo è duplice: da un lato tutelare i diritti fondamentali dei cittadini, dall’altro sostenere lo sviluppo economico e tecnologico del Paese.

1) Principi e finalità della legge

La legge sull’intelligenza artificiale individua alcuni principi generali alla base dello sviluppo e utilizzo dei sistemi di IA:

  • il rispetto dei diritti fondamentali e delle libertà previste dalla Costituzione;
  • trasparenza: gli utenti devono sapere quando interagiscono con un sistema di intelligenza artificiale;
  • l’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale non deve pregiudicare lo svolgimento con metodo democratico della vita istituzionale e politica e l’esercizio delle competenze e funzioni delle istituzioni territoriali sulla base dei principi di autonomia e sussidiarietà;
  • l’IA deve essere uno strumento al servizio dell’uomo, non il contrario;
  • sicurezza: i sistemi devono essere progettati per ridurre gli errori;
  • controllo umano: l’IA non deve sostituire del tutto il giudizio umano, soprattutto in ambiti sensibili come sanità o giustizia;
  • non discriminazione: gli algoritmi devono evitare la discriminazione di gruppi sociali;
  • cybersicurezza: i sistemi devono essere protetti da attacchi esterni in tutte le fasi del ciclo di vita;
  • accesso ai sistemi di intelligenza artificiale alle persone con disabilità;
  • il rispetto della normativa sul trattamento dei dati personali;
  • l’intelligenza artificiale viene riconosciuta come leva strategica per la crescita economica. La legge incoraggia investimenti pubblici e privati, la creazione di start-up innovative;
  • l’intelligenza artificiale è considerata anche un asset per la sicurezza nazionale.

La finalità principale della legge sull’intelligenza artificiale è promuovere un utilizzo corretto, trasparente e responsabile dell’IA, in una dimensione antropocentrica dell’intelligenza artificiale.

2) L’intelligenza artificiale al servizio della sanità 

Uno dei settori più sensibili è quello sanitario. La legge affronta nel dettaglio l’uso dell’intelligenza artificiale nell’ambito della medicina.

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L’intelligenza artificiale può essere impiegata per diagnosi, prevenzione e cura, ma con due limiti fondamentali:

  1. 1) non può sostituire il medico: l’ultima parola resta sempre al professionista sanitario;
  2. 2) tutela del paziente: ogni cittadino deve essere informato sull’uso dell’intelligenza artificiale nelle cure e non può subire discriminazioni nell’accesso alle prestazioni.

Viene favorita la ricerca scientifica basata sull’intelligenza artificiale, con procedure semplificate per l’uso dei dati sanitari, purché vengano rispettate misure di sicurezza adeguate.

La legge integra l’intelligenza artificiale nel fascicolo sanitario elettronico, che diventa uno strumento avanzato non solo di raccolta, ma anche di analisi dei dati sanitari. L’obiettivo è migliorare prevenzione, monitoraggio e governo della sanità digitale.

3) Intelligenza artificiale e mondo del lavoro 

Il mondo del lavoro è tra i più esposti ai cambiamenti portati dall’intelligenza artificiale.

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La legge vieta l’uso dell’intelligenza artificiale per decisioni discriminatorie in ambito occupazionale (ad esempio, algoritmi che penalizzano determinate categorie di candidati)

Inoltre, viene ribadito il diritto del lavoratore di conoscere quando e come un processo di selezione o valutazione è supportato dall’intelligenza artificiale.

Nasce un Osservatorio nazionale che monitora l’impatto dell’intelligenza artificiale su occupazione e condizioni di lavoro. Compiti principali:

  • studiare l’automazione dei processi produttivi;
  • proporre misure di formazione e riqualificazione;
  • prevenire effetti negativi sull’occupazione.

Per le professioni intellettuali (Ad esempio, avvocati, medici, ingegneri e altre professioni regolamentate), l’intelligenza artificiale può essere solo un supporto. Il professionista deve informare chiaramente il cliente se utilizza strumenti basati su intelligenza artificiale.

4) Intelligenza artificiale nella pubblica amministrazione e nella giustizia 

Le Pubbliche Amministrazioni possono utilizzare l’intelligenza artificiale per rendere più efficienti i servizi ai cittadini, ma devono rispettare alcuni vincoli:

  • tracciabilità delle decisioni;
  • responsabilità umana sempre garantita;
  • obbligo di formazione dei funzionari pubblici sull’uso dell’intelligenza artificiale.
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L’intelligenza artificiale può aiutare a smaltire arretrati e supportare magistrati e avvocati.

Tuttavia, la legge stabilisce con chiarezza che le decisioni spettano sempre al giudice. L’intelligenza artificiale è ammessa come strumento di analisi e di supporto, mai come sostituto del potere giudiziario.

Il Tribunale è competente in via esclusiva per le cause che hanno ad oggetto il funzionamento di un sistema di intelligenza artificiale.

5) Dati, algoritmi e metodi matematici 

Il Governo riceve una delega a regolamentare dati, algoritmi e metodi matematici utilizzati per addestrare sistemi di intelligenza artificiale. L’obiettivo è garantire trasparenza e sicurezza anche nella fase di sviluppo dei modelli.

6) Tutela del diritto d’autore delle opere generate con l’ausilio dell’intelligenza artificiale

Le opere generate con l’ausilio dell’intelligenza artificiale ricevono tutela giuridica, purché siano rispettate le norme internazionali (Convenzione di Berna) e le direttive europee.

7) Aggiornamento del codice penale

Il codice penale viene aggiornato: l’uso dell’intelligenza artificiale per commettere un reato è considerato un mezzo insidioso, con aggravamento della pena.

8) Conclusioni

La Legge n. 132/2025 è la prima legge nazionale in Europa dedicata interamente all’intelligenza artificiale. Essa rappresenta un punto di svolta per il nostro Paese, perché:

  • stabilisce principi chiari a tutela delle persone;
  • disciplina settori strategici come sanità, lavoro, giustizia e PA;
  • introduce una governance nazionale solida, con AgID e ACN;
  • sostiene l’innovazione con forti investimenti;
  • aggiorna il diritto penale e la normativa sul diritto d’autore.

4 ottobre 2025

avv. Gianfranco Leggio

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