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Dal 2023 la pubblicazione di contenuti per adulti online è soggetta a regole severe per proteggere i minori.
L’obbligo di verifica dell’età degli utenti nasce dall’articolo 13-bis del Decreto-legge 15 settembre 2023 n. 123 (“Decreto Caivano”), convertito nella Legge 13 novembre 2023 n. 159.
L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) ha poi definito le modalità tecniche e di processo con la Delibera n. 96/25/CONS e relativi Allegati A-B-C.
Queste norme si inseriscono nel quadro del Testo unico dei servizi di media audiovisivi – TUSMA (D.Lgs. 208/2021, articoli 41 e 42 ), che tutela i minori dai contenuti che possano nuocere al loro sviluppo fisico o morale.
1. Chi è obbligato a verificare l’età

L’articolo 13-bis del D.L. 123/2023 e la Delibera AGCOM chiariscono che, a partire dal 12 novembre 2025, l’obbligo riguarda tutti i gestori di siti web o piattaforme che diffondono in Italia immagini o video a contenuto pornografico, ovunque siano stabiliti.
Non solo quindi le grandi piattaforme internazionali come OnlyFans o Pornhub, tutte elencate nella Lista AGCOM (costantemente aggiornata), ma anche:
- chi gestisce un sito personale o e-commerce che vende foto o video a contenuto erotico o pornografico;
- chi offre abbonamenti o accessi a contenuti per adulti anche tramite area riservata o piattaforme di terzi.
In pratica, qualsiasi sito o piattaforma accessibile dall’Italia che offre contenuti pornografici deve adottare sistemi di verifica dell’età.
2. Come deve avvenire la “verifica dell’età”
Il sistema di “age assurance” previsto dalla normativa si basa sul principio del doppio anonimato:
- 1) L’utente viene identificato e autenticato tramite un soggetto terzo indipendente certificato;
- 2) Il fornitore del contenuto per adulti non conosce l’identità dell’utente, ma riceve solo una “prova di maggiore età” valida per l’accesso;
- 3) Nessun dato personale relativo all’identità o ai documenti resta visibile al gestore del sito pornografico.
Le modalità tecniche ammesse comprendono vari sistemi, ad esempio, Conferma da provider di pagamento o operatori telefonici, purché certificati; Verifica tramite documento ID o SPID/CIE; Portafoglio per l’identità digitale; App dedicate di age verification.

3. Obiettivi e garanzie privacy
L’AGCOM sottolinea che:
- I sistemi devono garantire riservatezza e minimizzazione dei dati, in linea con il GDPR;
- Le verifiche devono avvenire tramite operatori indipendenti certificati, evitando che i siti per adulti gestiscano direttamente i dati identificativi;
- È vietato l’uso di tecniche invasive di riconoscimento facciale non conformi ai principi di necessità e proporzionalità.
4. Le sanzioni in caso di violazione

In caso di mancata predisposizione di misure efficaci di age-verification, sono previste sanzioni fino a 600.000 euro, ovvero fino all’1% del fatturato annuo quando tale percentuale supera 600.000 euro, tenendo conto della gravità, delle conseguenze e della reiterazione delle violazioni.
5. Come adeguarsi concretamente
Per rispettare la normativa, il gestore del sito deve:
- Integrare un sistema di “age assurance” certificato nel proprio sito o piattaforma;
- Aggiornare le proprie privacy policy e termini d’uso, specificando il nuovo sistema di verifica.
- Non archiviare dati personali degli utenti collegati alla verifica.
- Testare il sistema per garantire che la verifica avvenga a ogni accesso.
- Conservare la documentazione tecnica per eventuali controlli AGCOM.
6. Conclusioni
Adeguarsi alle nuove regole sulla verifica dell’età nei siti web per adulti (porno) non è solo un obbligo imposto dalla legge — a partire dall’articolo 13-bis del “Decreto Caivano” e dalle modalità tecniche definite dalla Delibera AGCOM n. 96/25/CONS — ma rappresenta anche un gesto di responsabilità verso gli utenti.
L’adozione di sistemi conformi, basati sul principio del “doppio anonimato” e sulla separazione tra identificazione e autenticazione, consente di ridurre i rischi di accesso dei minori e di garantire al tempo stesso la minimizzazione dei dati personali, in linea con il GDPR.
Le imprese digitali che operano nel settore dei contenuti per adulti dovrebbero quindi non limitarsi a rispettare formalmente la normativa, ma sviluppare procedure interne di sicurezza e controllo che rafforzino la fiducia del pubblico, tutelino la privacy e rendano il servizio realmente sicuro. Solo così la conformità diventa anche valore: protezione per i minori, rispetto per gli utenti adulti e credibilità per chi offre servizi online nel pieno rispetto della legge.
10 novembre 2025
avv. Gianfranco Leggio